Benedetti da Dio

Benedetti da Dio
Matrimonio come impegno civile, nozze gay nella chiesa valdese. Intervista a Greetje van der Veer, pastora delle parrocchie di Pescara-Chieti e Lanciano.

Nel primo numero de Il Mese di Quaderni Radicali, Danilo Di Matteo intervista a Greetje van der Veer circa la posizione dei cristiani valdesi e metodisti su omosessualità e fede cristiana e matrimonio gay.

La pastora spiega:

Il matrimonio, in ambito evangelico, non è considerato un sacramento, bensì, è essenzialmente un impegno civile che una coppia prende di fronte alla società. Trattandosi di un momento importante nella vita, due sposi credenti si presentano di fronte alla loro chiesa chiedendo l’aiuto e la benedizione di Dio. La riflessione evangelica (protestante) sul matrimonio, come su ogni altro evento della vita parte dalla Bibbia. Nei libri che compongono la Bibbia incontriamo la metafora del matrimonio per descrivere il rapporto di Dio con il suo popolo. Il paragone è la fedeltà di Dio al suo popolo e l’infedeltà del popolo al suo Dio. Il rincorrere altri dei da parte del popolo di Dio è perciò chiamato prostituzione. Comunque Dio non abbandona il suo popolo infedele e qui l’immagine nuziale diventa un annunzio di speranza di vita nuova, un patto rinnovato dopo l’infedeltà e l’abbandono. Il rapporto coniugale è caratterizzato, agli occhi degli autori biblici, dal suo rapporto di relazione e non dal fatto che deve tener a bada lla concupiscenza e che deve servire alla procreazione.

Grazie alla redazione de Il Mese che gentilmente ci ha concesso di riprodurre l'articolo, riportiamo il testo integrale dell'intervista.

DDM: "Al di là degli effetti civili, c’è differenza dal vostro punto di vista fra benedizione e matrimonio?"

GvdV: "Sì e no. Cioè il matrimonio, come detto, è un impegno civile di fronte alla società. Nelle Scritture, dove abbiamo scoperto i primi principi di un rapporto nuziale, il matrimonio è un patto. Un patto concluso nella porta della città, dove risiedeva il governo della città. È chiaro che in questo contesto il matrimonio è un’azione pubblica. Altra cosa è il matrimonio in chiesa, che è innanzitutto una richiesta di benedizione, un ringraziamento del dono ricevuto. Qui il matrimonio è inteso come un patto di amore e fedeltà. L’amore e la fedeltà della coppia sono messi in relazione con l’amore e la fedeltà che Dio mostra alle persone; in altre parole l’amore e la fedeltà che due persone si promettono sono sostenuti dall’amore e dalla fedeltà di Dio. Per questo il momento della benedizione è il momento centrale. È chiaro, quando si tratta di una celebrazione di matrimonio a cui seguano gli effetti civili, questi due elementi – quello dell’impegno civile e dell’impegno della fede – sono presenti tutti e due durante la cerimonia. Ma sono due momenti distinti."

DDM: "Cosa si può dire – sia pur brevemente – dell’omosessualità alla luce dei testi biblici? Il pastore Giuseppe Platone ha dichiarato che più che ai singoli passi della Bibbia occorrerebbe in tal caso rifarsi al suo messaggio di fondo, al suo senso."

GvdV: "Nella Bibbia non si parla dell’omosessualità come la intendiamo noi. Gli autori biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento non la consideravano un orientamento sessuale, tanto meno quando parlavano di una relazione fra persone dello stesso sesso avevano in mente una relazione durevole d’amore, fra due persone consenzienti. Forse non è del tutto superfluo osservare che, quando parliamo di omosessualità e Bibbia, non intendiamo dei rapporti sessuali e basta. L’amore fra due persone comprende molto di più che la sessualità. Rapporti lussuriosi e viziati sono da condannare sia per relazioni eterosessuali sia per quelle omosessuali. Quando si parla di relazioni sessuali fra persone dello stesso sesso nelle Scritture, si parla sempre di rapporti lussuriosi e viziati e come tali vengono condannati."

DDM: "Da un lato sappiamo che la famiglia, le famiglie sono anche una costruzione storica, condizionate dallo spirito del tempo, per così dire. Dall’altro, magari inconsapevolmente, continuiamo a guardare alla famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale come alla più autentica. Quali riflessioni personali si sente di proporre al riguardo?"

GvdV: "Assisto con una certa avversione alle discussioni in corso intorno alla famiglia. Non perché la famiglia non sia un valore da tenere alto. Tutt’altro. È proprio per il suo valore che mi vengono i brividi, quando, per esempio, si chiama in causa la legge naturale. Un richiamo alla natura non coglie il messaggio del cristianesimo. Nella natura vale il diritto del più forte, il cristianesimo prende le difese del più debole. Mi vengono i brividi anche quando si vuole difendere (non si sa da che cosa) la famiglia facendo richiami alle Scritture bibliche, dicendo che la famiglia è una cosa sacra. Tra l’altro, raramente troviamo nelle Scritture una famiglia “perfetta”. E quando i familiari di Gesù appaiono sulla scena biblica si sentono dire: “Chi siete?”. Non sono i legami di sangue che reggono la famiglia. Ma chi fa la volontà del Signore. La presunta sacralità della famiglia non c’entra. La famiglia ha altre radici bibliche. Quando il Signore dice che Israele si è comportata come una prostituta non ha minimamente in testa un atto di fornicazione, una trasgressione sessuale. Vuol dire semplicemente che Israele ha rotto il patto stabilito, cioè non si comporta più secondo la sua volontà, non pratica più la giustizia. La famiglia, nella Bibbia, è paragonata al patto che il Signore ha fatto con noi; ciò che conta è la fedeltà a un disegno di pace e giustizia. Non ha niente a che fare con il sesso. Ma tutto con la vita. La famiglia non è importante che sia eterosessuale o altro, ma la cosa che deve fare la differenza è la qualità del rapporto fra i vari membri, ciò che conta è la possibilità di vita, di una vera vita colma di dignità. E non so perché le cosiddette nuove famiglie non possano offrire questa dimensione."

Greetje van der Veer ha studiato teologia all’Università di Leida, Paesi Bassi, e alla Facoltà Valdese di Roma. Già presidente della Federazione Donne Evangeliche in Italia, cura oggi alcune le metodiste di Pescara-Chieti e Lanciano. È impegnata nell’esecutivo della Federazione Mondiale delle Donne Metodiste (in qualità di presidente dell’area Europa Continentale). Vicepresidente e socio fondatore del Festival Mediterraneo della Laicità, destina l'8x1000 della comunità valdese in attività locali per promuovere il riconoscimento diritti civili e a sostegno della laicità dello Stato. Collabora con l'associazione Jonathan Diritti in Movimento dando disponibilità dei locali della parrocchia di Pescara per gli incontri dell'associazione.

Quaderni Radicali nasce 35 anni fa con l’intento di fornire contenuti, documentazione e analisi in linea con un modello culturale – quello dei diritti umani - assolutamente marginalizzato nel contesto della storia italiana. Con lo stesso spirito nel 2001, nasce Agenzia Radicale, supplemento telematico quotidiano di Quaderni Radicali. A dicembre 2011 prende forma Il Mese, in contrasto al quadro informativo attuale, che produce non soltanto manipolazione dell’informazione, ma che in larga misura ha nella sua esigenza di subalternità agli interessi finanziari dominanti, una vera e propria forma di soppressione delle notizie stesse.

Il 26 giugno scorso, per la prima volta a Milano, Guido Lanza, 62 anni, e Ciro Scelsi, 42 anni, si sono sposati con rito evangelico nella chiesa valdese. Danilo Di Matteo, nel primo numero de Il Mese di Quaderni Radicali, intervista a Greetje van der Veer, pastora delle comunità valdesi di Pescara-Chieti e Lanciano.